Demolizione

biblus netTar Lazio: gli interventi di demolizione edilizia di opere prive di qualsiasi valore storico e/o artistico e versanti in condizioni fatiscenti non richiedono il permesso di costruire

Per demolire opere prive di valore storico o artistico e versanti in condizioni fatiscenti non è necessario il permesso di costruire. Questo il principio espresso dai giudici amministrativi laziali (sentenza n. 3416 del 27/3/2018) in tema di interventi di demolizione edilizia.

Va subito chiarito che dall’affermazione del principio espresso dal Tar Lazio non emerge che la demolizione edilizia sia da intendersi libera ed indiscriminata. Anzi.

In edilizia esiste da anni il principio di residualità, principio in base al quale si assoggettano alcuni interventi edilizi ad una procedura qualora essi non siano riconducibili in altre.

In virtù di tale principio, se gli interventi di demolizione edilizia non ricadono in permesso di costruire e non ricadono nella Scia non essendo interventi di edilizia libera, per residualità ricadono quanto meno nella comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA).

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Vincoli paesaggistici

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 Matteo Peppucci – INGENIO  01/06/2018  252

Cassazione: il proprietario può convenire il vicino davanti al giudice ordinario per il risarcimento e, se si tratta d’inosservanza di norma sulle distanze tra costruzioni, anche per il ripristino

vincoli imposti dai regolamenti edilizi comunali a tutela del paesaggio, stante la natura normativa dei regolamenti stessi ed alla duplice direzione della loro tutela (dell’interesse pubblico e di interessi privati), possono ingenerare diritti soggettivi a favore del proprietario del bene avvantaggiato dalla imposizione del vincolo.

E’ questo l’importante principio ricordato dalla Corte di Cassazione nella recente ordinanza 8532/2018, dove si precisa ulteriormente che lo stesso proprietario può, “se danneggiato dalla violazione del vincolo da parte del vicino“, convenire quest’ultimo davanti al giudice ordinario per il risarcimento e, dove si tratta d’inosservanza di norma sulle distanze tra costruzioni (norma, come tale, integrativa del codice civile), anche per il ripristino (Sez. 2, Sentenza n. 3704 del 05/11/1975).

Di fatto, quindi, viene sottolineata la differenza tra il caso di causa per vincolo paesaggistico/distanze in edilizia e i vincoli imposti con singoli provvedimenti discrezionali dalla pubblica amministrazione a tutela delle bellezze naturali ai sensi della legge 1497/1939 (alla cui osservanza non possono configurarsi posizioni soggettive azionabili davanti al giudice ordinario).

cassazione-ordinanza-8532-2018

Autorizzazione paesaggistica: ecco quando non serve il nulla osta.

Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata. (17G00042) (GU Serie Generale n.68 del 22-03-2017)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 06/04/2017
(Allegato A )
Allegato A 
                                         (di cui all'art. 2, comma 1) 
 
Interventi ed opere in  aree  vincolate  esclusi  dall'autorizzazione
                            paesaggistica 
 
    A.1. Opere interne che non  alterano  l'aspetto  esteriore  degli
edifici, comunque denominate ai fini urbanistico-edilizi,  anche  ove
comportanti mutamento della destinazione d'uso; 
    A.2. interventi sui prospetti o sulle  coperture  degli  edifici,
purche' eseguiti  nel  rispetto  degli  eventuali  piani  del  colore
vigenti  nel  comune   e   delle   caratteristiche   architettoniche,
morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture  esistenti,  quali:
rifacimento di intonaci, tinteggiature, rivestimenti esterni o  manti
di copertura; opere di manutenzione  di  balconi,  terrazze  o  scale
esterne; integrazione o sostituzione  di  vetrine  e  dispositivi  di
protezione  delle  attivita'  economiche,  di  finiture   esterne   o
manufatti quali infissi, cornici, parapetti,  lattonerie,  lucernari,
comignoli e simili; interventi di coibentazione  volti  a  migliorare
l'efficienza  energetica  degli  edifici  che   non   comportino   la
realizzazione di elementi o manufatti  emergenti  dalla  sagoma,  ivi
compresi quelli eseguiti sulle  falde  di  copertura.  Alle  medesime
condizioni  non   e'   altresi'   soggetta   ad   autorizzazione   la
realizzazione o la modifica di  aperture  esterne  o  di  finestre  a
tetto, purche' tali interventi non interessino i  beni  vincolati  ai
sensi  del  Codice,  art.  136,  comma  1,  lettere  a),  b)   e   c)
limitatamente,  per  quest'ultima,   agli   immobili   di   interesse
storico-architettonico   o   storico-testimoniale,    ivi    compresa
l'edilizia rurale tradizionale, isolati o  ricompresi  nei  centri  o
nuclei storici; 
    A.3. interventi che abbiano finalita' di  consolidamento  statico
degli edifici, ivi compresi gli interventi che si  rendano  necessari
per il miglioramento o l'adeguamento ai fini antisismici, purche' non
comportanti  modifiche  alle  caratteristiche  morfotipologiche,   ai
materiali  di  finitura  o  di  rivestimento,  o  alla  volumetria  e
all'altezza dell'edificio; 
    A.4. interventi indispensabili  per  l'eliminazione  di  barriere
architettoniche, quali la  realizzazione  di  rampe  esterne  per  il
superamento di dislivelli non superiori a 60 cm,  l'installazione  di
apparecchi servoscala esterni, nonche' la realizzazione, negli  spazi
pertinenziali  interni  non  visibili  dallo  spazio   pubblico,   di
ascensori esterni o di altri manufatti consimili; 
    A.5. installazioni di impianti tecnologici esterni a servizio  di
singoli edifici non soggette ad alcun  titolo  abilitativo  edilizio,
quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati  di  unita'
esterna, caldaie, parabole, antenne, purche' effettuate su  prospetti
secondari, o in spazi pertinenziali interni, o in posizioni  comunque
non visibili dallo spazio pubblico, o purche' si tratti  di  impianti
integrati nella configurazione esterna degli edifici, ed a condizione
che tali installazioni non interessino i beni vincolati ai sensi  del
Codice, art. 136, comma 1, lettere a), b)  e  c)  limitatamente,  per
quest'ultima, agli immobili  di  interesse  storico-architettonico  o
storico-testimoniale, ivi compresa  l'edilizia  rurale  tradizionale,
isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici; 
    A.6. installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici)  a
servizio di singoli edifici, laddove posti su coperture  piane  e  in
modo  da  non  essere  visibili   dagli   spazi   pubblici   esterni;
installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a  servizio
di singoli edifici,  purche'  integrati  nella  configurazione  delle
coperture, o posti in aderenza ai tetti degli edifici con  la  stessa
inclinazione e lo stesso orientamento della falda degli  edifici,  ai
sensi dell'art. 7-bis del decreto legislativo 3 marzo  2011,  n.  28,
non ricadenti fra quelli di cui all'art. 136, comma 1, lettere  b)  e
c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; 
    A.7.  installazione  di  micro  generatori  eolici  con   altezza
complessiva non superiore a ml 1,50 e diametro  non  superiore  a  ml
1,00, qualora tali interventi non interessino  i  beni  vincolati  ai
sensi  del  Codice,  art.  136,  comma  1,  lettere  a),  b)   e   c)
limitatamente,  per  quest'ultima,   agli   immobili   di   interesse
storico-architettonico   o   storico-testimoniale,    ivi    compresa
l'edilizia rurale tradizionale, isolati o  ricompresi  nei  centri  o
nuclei storici; 
    A.8. interventi di adeguamento funzionale di cabine per  impianti
tecnologici  a  rete,  ivi  compresa  la  sostituzione  delle  cabine
esistenti con manufatti analoghi per tipologia e dimensioni,  nonche'
interventi destinati all'installazione e allo sviluppo della rete  di
comunicazione  elettronica  ad  alta  velocita',  ivi  compresi   gli
incrementi di altezza non superiori a cm 50; 
    A.9. installazione di dispositivi di sicurezza  anticaduta  sulle
coperture degli edifici; 
    A.10. opere di manutenzione e adeguamento  degli  spazi  esterni,
pubblici  o  privati,   relative   a   manufatti   esistenti,   quali
marciapiedi, banchine stradali, aiuole, componenti di arredo  urbano,
purche'    eseguite    nel     rispetto     delle     caratteristiche
morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture preesistenti, e dei
caratteri tipici del contesto locale; 
    A.11.  opere  di  urbanizzazione  primaria  previste   in   piani
attuativi gia' valutati ai fini paesaggistici, ove oggetto di accordi
di collaborazione tra il Ministero, le Regioni e gli Enti Locali o di
specifica disciplina contenuta nel piano paesaggistico  approvato  ai
sensi dell'art. 143 del codice; 
    A.12. interventi da eseguirsi  nelle  aree  di  pertinenza  degli
edifici  non  comportanti  significative  modifiche   degli   assetti
planimetrici  e   vegetazionali,   quali   l'adeguamento   di   spazi
pavimentati, la realizzazione di camminamenti, sistemazioni a verde e
opere consimili  che  non  incidano  sulla  morfologia  del  terreno,
nonche', nelle medesime aree, la demolizione parziale o totale, senza
ricostruzione, di volumi  tecnici  e  manufatti  accessori  privi  di
valenza architettonica, storica o  testimoniale,  l'installazione  di
serre ad uso domestico con  superficie  non  superiore  a  20  mq,  a
condizione che tali interventi non interessino i beni di cui all'art.
136, comma 1, lettera b) del Codice; 
    A.13. interventi di manutenzione, sostituzione o  adeguamento  di
cancelli, recinzioni, muri di cinta o di  contenimento  del  terreno,
inserimento di elementi antintrusione sui cancelli, le  recinzioni  e
sui  muri  di  cinta  eseguiti  nel  rispetto  delle  caratteristiche
morfotipologiche, dei materiali e delle finiture  esistenti  che  non
interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma  1,
lettere a), b) e c) limitatamente, per quest'ultima, agli immobili di
interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa
l'edilizia rurale tradizionale, isolati o  ricompresi  nei  centri  o
nuclei storici; 
    A.14. sostituzione o messa a dimora di alberi e arbusti,  singoli
o in gruppi, in aree pubbliche  o  private,  eseguita  con  esemplari
adulti  della  stessa  specie  o  di  specie  autoctone  o   comunque
storicamente  naturalizzate  e  tipiche  dei  luoghi,  purche'   tali
interventi non interessino i beni  di  cui  all'art.  136,  comma  1,
lettere a) e b)  del  Codice,  ferma  l'autorizzazione  degli  uffici
competenti, ove prevista; 
    A.15. fatte salve le disposizioni di tutela dei beni archeologici
nonche' le eventuali specifiche prescrizioni paesaggistiche  relative
alle aree di interesse archeologico di cui  all'art.  142,  comma  1,
lettera m) del Codice, la realizzazione e manutenzione di  interventi
nel sottosuolo  che  non  comportino  la  modifica  permanente  della
morfologia  del  terreno   e   che   non   incidano   sugli   assetti
vegetazionali, quali: volumi completamente interrati senza  opere  in
soprasuolo; condotte forzate e reti irrigue, pozzi ed opere di  presa
e prelievo da falda senza manufatti emergenti in soprasuolo; impianti
geotermici al servizio  di  singoli  edifici;  serbatoi,  cisterne  e
manufatti  consimili  nel  sottosuolo;  tratti   di   canalizzazioni,
tubazioni o cavi interrati per le reti  di  distribuzione  locale  di
servizi di pubblico interesse o di fognatura senza  realizzazione  di
nuovi manufatti emergenti in soprasuolo  o  dal  piano  di  campagna;
l'allaccio alle infrastrutture a  rete.  Nei  casi  sopraelencati  e'
consentita la realizzazione di pozzetti a raso  emergenti  dal  suolo
non oltre i 40 cm; 
    A.16. occupazione temporanea di suolo privato, pubblico o di  uso
pubblico  mediante  installazione  di  strutture   o   di   manufatti
semplicemente ancorati al suolo senza opere murarie o di  fondazione,
per manifestazioni, spettacoli, eventi o per esposizioni e vendita di
merci, per il  solo  periodo  di  svolgimento  della  manifestazione,
comunque non superiore a 120 giorni nell'anno solare; 
    A.17.  installazioni  esterne  poste  a  corredo   di   attivita'
economiche quali esercizi di somministrazione di alimenti e  bevande,
attivita' commerciali,  turistico-ricettive,  sportive  o  del  tempo
libero, costituite da  elementi  facilmente  amovibili  quali  tende,
pedane, paratie laterali frangivento, manufatti ornamentali, elementi
ombreggianti o altre strutture leggere di copertura, e prive di parti
in muratura o strutture stabilmente ancorate al suolo; 
    A.18. installazione di  strutture  di  supporto  al  monitoraggio
ambientale o a prospezioni geognostiche,  con  esclusione  di  quelle
destinate ad attivita' di ricerca di idrocarburi; 
    A.19. nell'ambito degli interventi di cui all'art. 149, comma  1,
lettera b) del Codice: interventi su impianti idraulici agrari  privi
di valenza storica o  testimoniale;  installazione  di  serre  mobili
stagionali  sprovviste  di  strutture  in  muratura;   palificazioni,
pergolati, singoli  manufatti  amovibili,  realizzati  in  legno  per
ricovero di attrezzi agricoli, con superficie coperta non superiore a
cinque metri quadrati e semplicemente ancorati al suolo  senza  opere
di  fondazione  o   opere   murarie;   interventi   di   manutenzione
strettamente pertinenti l'esercizio dell'attivita' ittica; interventi
di manutenzione della viabilita' vicinale, poderale e  forestale  che
non modifichino la  struttura  e  le  pavimentazioni  dei  tracciati;
interventi di manutenzione e realizzazione  di  muretti  a  secco  ed
abbeveratoi funzionali alle attivita' agro-silvo-pastorali,  eseguiti
con materiali e  tecniche  tradizionali;  installazione  di  pannelli
amovibili  realizzati  in  legno  o  altri  materiali   leggeri   per
informazione  turistica   o   per   attivita'   didattico-ricreative;
interventi di ripristino delle attivita' agricole e  pastorali  nelle
aree rurali invase da formazioni di vegetazione arbustiva o  arborea,
previo accertamento del preesistente uso  agricolo  o  pastorale,  da
parte  delle  autorita'  competenti  e  ove   tali   aree   risultino
individuate dal piano paesaggistico regionale; 
    A.20. nell'ambito degli interventi di cui all'art. 149, comma  1,
lettera c) del Codice: pratiche selvicolturali  autorizzate  in  base
alla  normativa  di  settore;  interventi   di   contenimento   della
vegetazione  spontanea  indispensabili  per  la  manutenzione   delle
infrastrutture  pubbliche  esistenti  pertinenti  al   bosco,   quali
elettrodotti, viabilita' pubblica, opere  idrauliche;  interventi  di
realizzazione o adeguamento della viabilita'  forestale  al  servizio
delle attivita'  agrosilvopastorali  e  funzionali  alla  gestione  e
tutela del territorio, vietate al transito ordinario, con  fondo  non
asfaltato e a carreggiata unica, previsti da  piani  o  strumenti  di
gestione forestale approvati dalla Regione previo  parere  favorevole
del  Soprintendente  per  la  parte  inerente  la   realizzazione   o
adeguamento della viabilita' forestale; 
    A.21. realizzazione di monumenti, lapidi,  edicole  funerarie  ed
opere di arredo all'interno dei cimiteri; 
    A.22. installazione di tende parasole su terrazze, prospetti o in
spazi pertinenziali ad uso privato; 
    A.23. installazione di insegne per esercizi commerciali  o  altre
attivita' economiche, ove effettuata all'interno dello spazio vetrina
o in altra collocazione consimile a cio' preordinata; sostituzione di
insegne  esistenti,  gia'  legittimamente  installate,  con   insegne
analoghe    per    dimensioni     e     collocazione.     L'esenzione
dall'autorizzazione non riguarda le insegne e i mezzi pubblicitari  a
messaggio o luminosita' variabile; 
    A.24.  installazione  o  modifica  di  impianti  delle  reti   di
comunicazione  elettronica  o  di  impianti  radioelettrici,  di  cui
all'art. 6, comma 4, del decreto-legge 12  settembre  2014,  n.  133,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n.  164,
nonche' smantellamento di reti elettriche aeree; 
    A.25. interventi di manutenzione  degli  alvei,  delle  sponde  e
degli  argini  dei  corsi  d'acqua,  compresi  gli  interventi  sulla
vegetazione ripariale arborea e arbustiva, finalizzati a garantire il
libero  deflusso  delle  acque  e  che  non  comportino   alterazioni
permanenti  della  visione  d'insieme  della  morfologia  del   corso
d'acqua; interventi  di  manutenzione  e  ripristino  funzionale  dei
sistemi di scolo e smaltimento delle acque e delle  opere  idrauliche
in alveo; 
    A.26. interventi puntuali  di  ingegneria  naturalistica  diretti
alla regimazione delle acque e/o alla  conservazione  del  suolo  che
prevedano  l'utilizzo  di  piante  autoctone  e  pioniere,  anche  in
combinazione con materiali inerti di origine locale o  con  materiali
artificiali biodegradabili; 
    A.27.  interventi   di   manutenzione   o   sostituzione,   senza
ampliamenti dimensionali, delle strutture amovibili esistenti situate
nell'ambito di strutture ricettive all'aria  aperta  gia'  munite  di
autorizzazione   paesaggistica,   eseguiti   nel    rispetto    delle
caratteristiche morfo-tipologiche, dei  materiali  e  delle  finiture
esistenti; 
    A.28. smontaggio e rimontaggio periodico di strutture  stagionali
munite di autorizzazione paesaggistica; 
    A.29. interventi di fedele ricostruzione di edifici, manufatti  e
impianti tecnologici che  in  conseguenza  di  calamita'  naturali  o
catastrofi risultino in tutto o in parte crollati o demoliti, o siano
oggetto di ordinanza di demolizione per pericolo di  crollo,  purche'
sia   possibile   accertarne   la   consistenza   e    configurazione
legittimamente preesistente ed  a  condizione  che  l'intervento  sia
realizzato entro dieci anni dall'evento e sia conforme all'edificio o
manufatto    originario    quanto    a     collocazione,     ingombro
planivolumetrico, configurazione  degli  esterni  e  finiture,  fatte
salve esclusivamente le innovazioni necessarie per l'adeguamento alla
normativa antisismica e di sicurezza degli impianti tecnologici; 
    A.30. demolizioni e rimessioni in pristino dello stato dei luoghi
conseguenti a provvedimenti repressivi di abusi; 
    A.31. opere ed interventi edilizi eseguiti in variante a progetti
autorizzati ai fini paesaggistici che non eccedano il due  per  cento
delle misure progettuali  quanto  ad  altezza,  distacchi,  cubatura,
superficie coperta o traslazioni dell'area di sedime.
(Allegato B )
                                                           Allegato B 
                                         (di cui all'art. 3, comma 1) 
 
Elenco  interventi  di  lieve   entita'   soggetti   a   procedimento
                     autorizzatorio semplificato 
 
    B.1. Incrementi di volume non superiori al  10  per  cento  della
volumetria della costruzione originaria e comunque  non  superiori  a
100 mc, eseguiti nel rispetto delle caratteristiche  architettoniche,
morfo-tipologiche, dei materiali e  delle  finiture  esistenti.  Ogni
ulteriore incremento sullo stesso immobile da  eseguirsi  nei  cinque
anni successivi all'ultimazione lavori e' sottoposto  a  procedimento
autorizzatorio ordinario; 
    B.2. realizzazione o modifica di aperture esterne  o  finestre  a
tetto riguardanti beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma
1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest'ultima, agli immobili
di  interesse  storico-architettonico  o  storico-testimoniale,   ivi
compresa l'edilizia rurale tradizionale,  isolati  o  ricompresi  nei
centri o nuclei storici, purche' tali interventi siano  eseguiti  nel
rispetto delle  caratteristiche  architettoniche,  morfo-tipologiche,
dei materiali e delle finiture esistenti; 
    B.3. interventi sui prospetti, diversi da quelli di cui alla voce
B.2, comportanti alterazione  dell'aspetto  esteriore  degli  edifici
mediante    modifica    delle    caratteristiche     architettoniche,
morfo-tipologiche, dei materiali o delle finiture  esistenti,  quali:
modifica delle facciate mediante realizzazione o riconfigurazione  di
aperture esterne, ivi comprese vetrine e  dispositivi  di  protezione
delle  attivita'  economiche,  o  di  manufatti   quali   cornicioni,
ringhiere,  parapetti;  interventi  sulle   finiture   esterne,   con
rifacimento  di  intonaci,  tinteggiature  o  rivestimenti   esterni,
modificativi  di  quelli  preesistenti;  realizzazione,  modifica   o
chiusura di balconi o terrazze; realizzazione o modifica  sostanziale
di scale esterne; 
    B.4. interventi sulle coperture, diversi da quelli  di  cui  alla
voce  B.2,  comportanti  alterazione  dell'aspetto  esteriore   degli
edifici  mediante  modifica  delle  caratteristiche  architettoniche,
morfo-tipologiche, dei materiali o delle finiture  esistenti,  quali:
rifacimento del manto del tetto con materiali diversi; modifiche alle
coperture  finalizzate  all'installazione  di  impianti  tecnologici;
modifiche  alla  inclinazione  o  alla  configurazione  delle  falde;
realizzazione di lastrici solari o terrazze a tasca;  inserimento  di
canne  fumarie  o  comignoli;  realizzazione  di  finestre  a  tetto,
lucernari, abbaini o elementi consimili; 
    B.5. interventi di adeguamento alla normativa antisismica  ovvero
finalizzati al contenimento dei  consumi  energetici  degli  edifici,
laddove     comportanti     innovazioni     nelle     caratteristiche
morfotipologiche, ovvero nei materiali di finitura o di  rivestimento
preesistenti; 
    B.6.  interventi  necessari  per  il  superamento   di   barriere
architettoniche, laddove comportanti la realizzazione di rampe per il
superamento di dislivelli superiori a 60 cm, ovvero la  realizzazione
di ascensori esterni o di manufatti consimili che alterino la  sagoma
dell'edificio e siano visibili dallo spazio pubblico; 
    B.7. installazione di impianti tecnologici esterni a servizio  di
singoli edifici, quali condizionatori e impianti  di  climatizzazione
dotati di unita' esterna, caldaie, parabole,  antenne,  su  prospetti
prospicienti la pubblica via o in posizioni comunque  visibili  dallo
spazio pubblico, o laddove si tratti di impianti non integrati  nella
configurazione   esterna   degli   edifici   oppure   qualora    tali
installazioni riguardino beni vincolati ai  sensi  del  Codice,  art.
136, comma 1, lettere a), b) e c)  limitatamente,  per  quest'ultima,
agli    immobili    di     interesse     storico-architettonico     o
storico-testimoniale, ivi compresa  l'edilizia  rurale  tradizionale,
isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici; 
    B.8. installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici)  a
servizio di singoli edifici, purche' integrati  nella  configurazione
delle coperture, o posti in aderenza ai tetti degli  edifici  con  la
stessa inclinazione  e  lo  stesso  orientamento  della  falda  degli
edifici ricadenti fra quelli di cui all'art. 136, comma 1, lettere b)
e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  42;  installazione
di pannelli solari (termici o fotovoltaici)  a  servizio  di  singoli
edifici su coperture piane in posizioni visibili dagli spazi pubblici
esterni; 
    B.9.  installazione  di  micro  generatori  eolici  con   altezza
complessiva non superiore a ml 1,50 e diametro  non  superiore  a  ml
1,00, qualora tali interventi interessino i beni vincolati  ai  sensi
del Codice, art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per
quest'ultima, agli immobili  di  interesse  storico-architettonico  o
storico-testimoniale, ivi compresa  l'edilizia  rurale  tradizionale,
isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici; 
    B.10. installazione di cabine per impianti tecnologici a  rete  o
colonnine modulari  ovvero  sostituzione  delle  medesime  con  altre
diverse per tipologia, dimensioni e localizzazione; 
    B.11.  interventi  puntuali  di  adeguamento   della   viabilita'
esistente, quali:  sistemazioni  di  rotatorie,  riconfigurazione  di
incroci stradali, realizzazione di banchine, pensiline, marciapiedi e
percorsi  ciclabili,  manufatti  necessari  per  la  sicurezza  della
circolazione, realizzazione di parcheggi a raso con fondo drenante  o
che assicuri adeguata permeabilita' del suolo; 
    B.12.  interventi  sistematici  di  arredo   urbano   comportanti
l'installazione di manufatti e componenti, compresi gli  impianti  di
pubblica illuminazione; 
    B.13.  opere  di  urbanizzazione  primaria  previste   in   piani
attuativi gia' valutati ai fini paesaggistici, ove non siano  oggetto
di accordi di collaborazione tra il Ministero, le regioni e gli  enti
locali o di specifica disciplina contenuta  nel  piano  paesaggistico
approvato ai sensi dell'art. 143 del codice; 
    B.14. interventi di cui alla  voce  A.12  dell'Allegato  «A»,  da
eseguirsi nelle aree di pertinenza degli edifici, ove  si  tratti  di
beni vincolati ai sensi  dell'art.  136,  comma  1,  lettera  b)  del
Codice; 
    B.15. interventi di demolizione senza ricostruzione di edifici, e
manufatti edilizi  in  genere,  privi  di  interesse  architettonico,
storico o testimoniale; 
    B.16. realizzazione di autorimesse, collocate fuori terra  ovvero
parzialmente  interrate,  con  volume  emergente  fuori   terra   non
superiore a 50 mc, compresi i percorsi  di  accesso  e  le  eventuali
rampe; 
    B.17. realizzazione di tettoie, porticati, chioschi  da  giardino
di natura permanente e  manufatti  consimili  aperti  su  piu'  lati,
aventi una superficie non superiore a 30 mq o di manufatti  accessori
o volumi tecnici con volume emergente fuori terra non superiore a  30
mc; 
    B.18. interventi sistematici  di  configurazione  delle  aree  di
pertinenza di edifici esistenti, diversi da quelli di cui  alla  voce
B.14, quali: nuove  pavimentazioni,  accessi  pedonali  e  carrabili,
modellazioni  del  suolo  incidenti  sulla  morfologia  del  terreno,
realizzazione di  rampe,  opere  fisse  di  arredo,  modifiche  degli
assetti vegetazionali; 
    B.19. installazione di tettoie aperte  di  servizio  a  capannoni
destinati ad attivita' produttive, o di collegamento tra i  capannoni
stessi, entro il limite del 10 per  cento  della  superficie  coperta
preesistente; 
    B.20. impianti tecnici esterni al servizio di edifici esistenti a
destinazione  produttiva,  quali  strutture  per  lo  stoccaggio  dei
prodotti ovvero per la canalizzazione dei fluidi o dei fumi  mediante
tubazioni esterne; 
    B.21. realizzazione di cancelli, recinzioni, muri di cinta  o  di
contenimento del terreno, inserimento di elementi  antintrusione  sui
cancelli,  le  recinzioni  e  sui  muri  di  cinta,   interventi   di
manutenzione, sostituzione o adeguamento dei medesimi  manufatti,  se
eseguiti con caratteristiche morfo-tipologiche, materiali o  finiture
diversi da quelle preesistenti  e,  comunque,  ove  interessino  beni
vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a), b) e c)
limitatamente,  per  quest'ultima,   agli   immobili   di   interesse
storico-architettonico   o   storico-testimoniale,    ivi    compresa
l'edilizia rurale tradizionale, isolati o  ricompresi  nei  centri  o
nuclei storici; 
    B.22.   taglio,   senza   sostituzione,    di    alberi,    ferma
l'autorizzazione degli uffici competenti, ove prevista;  sostituzione
o messa a dimora di alberi e arbusti nelle aree, pubbliche o private,
vincolate ai sensi dell'art. 136,  comma  1,  lettere  a)  e  b)  del
Codice, ferma l'autorizzazione degli uffici competenti, ove prevista; 
    B.23. realizzazione di opere accessorie in  soprasuolo  correlate
alla realizzazione di reti di  distribuzione  locale  di  servizi  di
pubblico interesse o di fognatura, o ad interventi di  allaccio  alle
infrastrutture a rete; 
    B.24. posa in opera di  manufatti  parzialmente  o  completamente
interrati quali serbatoi e  cisterne,  ove  comportanti  la  modifica
permanente   della   morfologia   del   terreno   o   degli   assetti
vegetazionali,  comprese  le  opere  di  recinzione  o   sistemazione
correlate; posa in opera in soprasuolo dei  medesimi  manufatti,  con
dimensioni non superiori a 15 mc, e relative opere  di  recinzione  o
sistemazione; 
    B.25. occupazione temporanea di suolo privato, pubblico, o di uso
pubblico,  mediante  installazione  di  strutture  o   di   manufatti
semplicemente ancorati al suolo senza opere murarie o  di  fondazione
per manifestazioni, spettacoli, eventi, o per esposizioni  e  vendita
di merci, per un periodo superiore a 120 e non superiore a 180 giorni
nell'anno solare; 
    B.26. verande e strutture in genere poste  all'esterno  (dehors),
tali da configurare spazi chiusi funzionali ad  attivita'  economiche
quali esercizi di somministrazione di alimenti e  bevande,  attivita'
commerciali,  turistico-ricettive,  sportive  o  del  tempo   libero;
installazione  di  manufatti  amovibili  o   di   facile   rimozione,
consistenti in opere di carattere non stagionale e a  servizio  della
balneazione, quali, ad esempio, chioschi, servizi igienici e  cabine;
prima collocazione ed installazione dei predetti manufatti  amovibili
o di facile rimozione aventi carattere stagionale; 
    B.27. manufatti in soprasuolo  correlati  alla  realizzazione  di
pozzi ed opere di presa e prelievo da falda per uso domestico; 
    B.28. realizzazione di ponticelli  di  attraversamento  di  corsi
d'acqua, o  tombinamento  parziale  dei  medesimi,  limitatamente  al
tratto necessario per dare accesso ad edifici  esistenti  o  a  fondi
agricoli interclusi; riapertura di tratti tombinati di corsi d'acqua; 
    B.29. manufatti per ricovero attrezzi  agricoli,  realizzati  con
opere murarie o di fondazione, con superficie non superiore  a  dieci
metri quadrati; 
    B.30. realizzazione di  nuove  strutture  relative  all'esercizio
dell'attivita' ittica con superficie non superiore a 30 mq; 
    B.31. interventi  di  adeguamento  della  viabilita'  vicinale  e
poderale eseguiti nel rispetto della normativa di settore; 
    B.32.  interventi  di  ripristino  delle  attivita'  agricole   e
pastorali nelle aree  rurali  invase  da  formazioni  di  vegetazione
arbustiva  o  arborea,  previo  accertamento  del  preesistente   uso
agricolo  o  pastorale  da  parte  delle  autorita'  competenti,  ove
eseguiti in assenza di piano paesaggistico  regionale  che  individui
tali aree; 
    B.33. interventi  di  diradamento  boschivo  con  inserimento  di
colture agricole di radura; 
    B.34. riduzione di superfici boscate in  aree  di  pertinenza  di
immobili esistenti, per superfici non superiori a 2.000  mq,  purche'
preventivamente assentita dalle amministrazioni competenti; 
    B.35. interventi di realizzazione o adeguamento della  viabilita'
forestale in assenza di  piani  o  strumenti  di  gestione  forestale
approvati dalla Regione previo parere favorevole  del  Soprintendente
per la parte inerente la realizzazione o adeguamento della viabilita'
forestale; 
    B.36. posa in opera di cartelli e altri  mezzi  pubblicitari  non
temporanei di cui all'art. 153, comma 1, del  Codice,  di  dimensioni
inferiori a 18 mq, ivi compresi le insegne e i mezzi  pubblicitari  a
messaggio o luminosita' variabile, nonche' l'installazione di insegne
fuori dagli spazi vetrina o da altre collocazioni  consimili  a  cio'
preordinate; 
    B.37. installazione di linee elettriche e telefoniche su  palo  a
servizio di singole utenze di altezza non superiore, rispettivamente,
a metri 10 e a metri 6,30; 
    B.38. installazione  di  impianti  delle  reti  di  comunicazione
elettronica o di impianti radioelettrici, diversi da  quelli  di  cui
all'art. 6, comma 4, del decreto-legge 12  settembre  2014,  n.  133,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n.  164,
che comportino la realizzazione di supporti di antenne non  superiori
a 6 metri se collocati su edifici esistenti, e/o la realizzazione  di
sopralzi di  infrastrutture  esistenti  come  pali  o  tralicci,  non
superiori  a  6  metri,  e/o  la   realizzazione   di   apparati   di
telecomunicazioni  a  servizio  delle  antenne,  costituenti   volumi
tecnici, tali comunque da  non  superare  l'altezza  di  metri  3  se
collocati su edifici esistenti e di metri 4 se posati direttamente  a
terra; 
    B.39. interventi di modifica di manufatti di difesa  dalle  acque
delle  sponde  dei  corsi  d'acqua  e  dei  laghi   per   adeguamento
funzionale; 
    B.40. interventi sistematici di ingegneria naturalistica  diretti
alla regimazione delle acque, alla conservazione  del  suolo  o  alla
difesa dei versanti da frane e slavine; 
    B.41. interventi di demolizione  e  ricostruzione  di  edifici  e
manufatti, ivi compresi gli  impianti  tecnologici,  con  volumetria,
sagoma ed  area  di  sedime  corrispondenti  a  quelle  preesistenti,
diversi dagli interventi necessitati di ricostruzione  di  edifici  e
manufatti in tutto o in parte crollati o demoliti in  conseguenza  di
calamita'  naturali  o  catastrofi.  Sono  esclusi  dal  procedimento
semplificato  gli  interventi  di  demolizione  e  ricostruzione  che
interessino i beni di cui all'art. 136, comma 1, lettere a) e b)  del
Codice; 
    B.42.  interventi  di  ripascimento  circoscritti  di  tratti  di
arenile in erosione, manutenzione di  dune  artificiali  in  funzione
antierosiva, ripristino di opere di difesa esistenti sulla costa. 
sono poi riportati negi allegati seguenti sia il modulo unificato 
allegato C che la relazione semplificata allegato D

 

In Gazzetta l’elenco dei lavori non soggetti a Cila, Scia e PdC

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il glossario, di 58 voci, contenente l’elenco puntuale degli interventi di edilizia realizzabili senza dover richiedere autorizzazioni o presentare comunicazioni. Un elenco, non esaustivo, ma che semplifica il riconoscimento di quelle opere che possono essere eseguite senza alcun titolo abilitativo.

glossario-di-edilizia-libera

Calcestruzzo, istruzioni per l’uso : la trave

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Di  Fabio Bellantoni – Direzione Esercizio e Nuovi Impianti  21/05/2018 

In questa sede, col termine “trave” andiamo a descrivere degli elementi strutturali longilinei di piano che possono essere interni, di bordo o di copertura. Le travi hanno di solito uno sviluppo orizzontale ed hanno funzione di chiusura della scatola strutturale, di raccolta dei carichi e trasferimento degli stessi alla struttura verticale adiacente (setti, muri, pilastri, etc).

La trave può arrivare ad avere lunghezze anche importanti, specialmente in opere industriali e infrastrutturali.

Perfetta aderenza alle barre, ottimo riempimento dei casseri

CALCESTRUZZO_ISTRUZIONI_USO_rev02.jpg

Il getto di una trave presenta minori criticità di altre opere ma è comunque opportuno prestare attenzione ad alcuni aspetti, vista anche l’importanza strutturale di quest’opera e l’interesse per il raggiungimento delle prestazioni attese.

In primo luogo, il calcestruzzo dovrà aderire perfettamente ad armature e staffe e riempire tutti i vuoti quindi dovrà essere vibrato in modo ottimale. Fluidità elevate, diametri massimi ridotti e calcestruzzi autocompattanti riducono fortemente i rischi di vibrazioni non accurate, specialmente in presenza di armature dense, tipiche delle zone sismiche.

Inoltre, come per tutte le opere dai volumi ridotti, anche un getto rapido come una trave, viene spesso messo in opera a secchione per ragioni economiche, con tempi maggiori e possibili problemi di mantenimento della consistenza richiesta.

Consistenza del calcestruzzo

La consistenza adeguata per una trave è almeno fluida o molto fluida (S4-S5), con un buon sistema di casseratura per evitare la perdita di boiacca. La vibrazione attenta e accurata può, a volte, essere resa difficile dalla forte presenza di armature e staffe.

In questi casi, calcestruzzi autocompattanti rispondono adeguatamente alla difficoltà di vibrazione.

Diametro massimo dell’aggregato

In zona sismica o per ristrutturazioni, capita con una certa frequenza che la forte densità di armatura porti a utilizzare calcestruzzi con diametro massimo ridotto, per agevolare il riempimento di tutto il cassero e per raggiungere l’ottimale aderenza alle armature.

Classe di esposizione e durabilità dell’opera

La classe d’esposizione più ricorrente è XC2, idonea per travi interne o comunque non esposte ad ambienti particolarmente aggressivi.

Per travi di copertura, bordo o fondazione, l’esposizione agli agenti esterni (atmosferici, gelo-disgelo, terreni aggressivi) può essere più accentuata e rendere quindi necessarie classificazioni più restrittive.

Tempo di scarico e mantenimento della consistenza

I tempi di scarico sul getto sono molto influenzati dalla quantità di armatura della trave ma, in generale, sono compresi fra i 30 e i 60 minuti dall’arrivo in cantiere, se il calcestruzzo è pompato.

Al contrario, nel caso di messa in opera a secchione (frequente per i getti più piccoli), i tempi in cantiere si allungano e superano frequentemente l’ora di permanenza.

Dal cantiere: numeri per pensare

40%

Sono più del 40% le autobetoniere destinate a travi che saranno messe in opera a secchione invece di ricorrere al pompaggio.

Questa percentuale è ovviamente concentrata nei getti con volumi particolarmente ridotti, dove gli oneri di pompaggio hanno un’incidenza naturalmente maggiore.

20%

Circa il 20% delle betoniere destinate a travi pompate, non terminano lo scarico nei primi 60 minuti dal loro arrivo in cantiere.

Mediamente il loro scarico dura circa 45 minuti.

40%

Nelle travi messe in opera col secchione, sono quasi 4 su 10 le autobetoniere che non terminano lo scarico nei primi 60 minuti dal loro arrivo in cantiere.

Mediamente il loro scarico dura circa un’ora.

30%

Quasi una betoniera Unical su tre, fra quelle destinate a travi, è consegnata in consistenza S5 o superiore.

Sono invece circa il 40% le betoniere Unical che quotidianamente consegnano calcestruzzi con diametro massimo 20 mm o ancora più ridotto per la realizzazione di travi.

25 m3/getto

Mediamente un getto pompato di travi è legato a una fornitura di circa 25 m3 di calcestruzzo.

Con i tempi di scarico usuali, la durata del getto sarà di circa 2-2,5 ore.

9 m3/getto

I getti di travi messe in opera a secchione sono più piccole delle precedenti e non raggiungono mediamente neanche i 10 m3.

Con i tempi di scarico usuali, nonostante le ridotte dimensioni, la durata del getto è stimabile intorno a 1-1,5 ore.